Dei TRIO I e II versione è ormai chiara la paternità, furono le "Officine R.P.C. srl", con sede in Via Robarello 1 - Corsico (MI), a produrre i due blasonati mulinelli.
La società RPC prende nome dalle iniziali dei cognomi dei soci fondatori: Roer Mario, Pracchi Baldassarre e Caranti Settimio. |
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I versione - - / - - II versione |
Con soddisfazione e a nome dell'Associazione ANTIPES pubblico la lettera ricevuta (13/02/2014) dal gentile Sig. Emanuele, figlio di Baldassarre Pracchi, socio fondatore, che mi autorizza ad esporre quanto documentato a gennaio del 2013, oltre che a pubblicare i documenti e le immagini riportate in questa scheda. |
Lettera ricevuta dal Sig. Emanuele Pracchi. |
Rivendicazione paternità dei mulinelli TRIO I e II ver. |
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Reparti di Via Robarello dove venivano assemblati
anche i mulinelli TRIO |
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Foto eseguita durante una fiera campionaria a Milano - anni "50. |
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In effetti la RPC, oltre al mulinello TRIO, produceva tutta una serie di componenti meccanici e rulli numeratori per contatori acqua e gas oltre che vari accessori di precisione. |
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TRIO - I versione |
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Il Trio I versione è nato nel 1945 grazie alla passione per la pesca dei tre soci fondatori.
Come specificato dal Sig. E. Pracchi:
"si tratta di una serie limitata, ogni mulinello fungeva da prototipo per il modello successivo".
Piccole differenze tra i vari modelli visionati riguardano le dimensioni del piede, la levetta dell'anti-ritorno e le tonalità dell'anodizzazione.
Il nome del mulinello è inciso in rilievo su di una piccola medaglietta applicata al carter laterale. La meccanica è costituita da ingranaggi elicoidali in acciaio che permettono un rapporto di rotazione di 3,1:1. |
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Un modello della I versione quasi completamente smontato tranne che il "pignone" nel corpo e il "comando scatto" nella girante.
Come evidenziano le frecce, notare il cuscinetto (di tipo aperto) posizionato sull'asse della corona e gli ulteriori due, dello stesso tipo, contrapposti sull'asse del pignone (non visibili nell'immagine). |
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TRIO - II versione |
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Il II modello, progettato nel 1946, venne prodotto dal 1947 al 1953 anche se l'ultima pubblicità che ho potuto documentare risale a febbraio del 1956. |
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Pubblicità tratta dal quindicinale
"Gazzetta di Caccia e di Pesca" n.4 del 26 febbraio 1956
(da notare l'utilizzo di 52 sfere per i cuscinetti) |
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Immagine tratta da una rivista di settore (metà anni "50) |
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Immagine tratta da un Catalogo RAVIZZA (inizio anni "50) |
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Come rilevabile dalle immagini, la II versione si differenzia per avere un corpo di maggiori dimensioni, più squadrato e con la scritta "TRIO" ben leggibile. Il coperchio laterale è vincolato al corpo tramite una sola vite di discrete dimensioni posizionata centralmente.
La meccanica ha sempre ingranaggi elicoidali ma meglio dimensionati che permettono un rapporto di recupero leggermente più celere (1:3,5).
L'anti-ritorno è comandato da una piccola ghiera posta lateralmente e la manovella, anche se apparentemente similare alla precedente versione, risulta essere meglio dimensionata.
Devo precisare, anche se non ho avuto ancora la fortuna di visionare da vicino, che una primissima variante del II modello, denominata di "produzione", sembrerebbe che disponga di una girante e di relativa bobina di dimensioni leggermente minori. |
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Visualizza il part-list del Trio II° versione (PDF Acrobat) |
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TRIO - II versione |
60° anniversario / 1953 - 2013
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- Trio II° versione / 60° anniversario -
nelle foto il modello con matricola n. 02
(serie limitata di 50 modelli) |
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Manovella originale di ricambio RPC |
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FUNZIONAMENTO DEL "COMANDO SCATTO" |
Lo scatto dell'archetto è garantito da un sistema "similare" a quello presente in alcuni modelli della ZANGI.
Il blocco dell'eccentrico, in posizione ad archetto aperto, è consentito da un cilindretto posto in posizione assiale all'interno della girante. Procedendo al lancio e armando l'arco, una molla coassiale spinge il cilindretto in una cavità ricavata all'interno dell'eccentrico permettendone il blocco in posizione aperta.
Azionando la manovella per il recupero della lenza, il cilindretto imbatte contro un perno fissato internamente al corpo del mulinello, lo scontro generato costringe il cilindro ad arretrare (vincendo la resistenza della molla) divincolando l'eccentrico e permettendo la conseguente chiusura dell'archetto. |
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Da notare sia il pomo frizione (con tre sferette anti serraggio) che il comando scatto simili a quelli utilizzati dalla ZANGI nella maggior parte dei modelli prodotti. |
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Riporto una curiosità che mi è stata confidata durante una delle telefonate intercorse con il Sig. Pracchi; nel proseguo della produzione la RPC affidò alcune lavorazioni a società esterne, in particolare, commissionò gli stampi per le fusioni del II modello a una società di Torino.
Le ricerche continuano nella speranza di poter pubblicare ulteriori aggiornamenti. |
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